39 milioni di ore di cassaintegrazione

16 mar. – Lenta ripresa della produzione nel 2010, ma gli effetti della crisi sull’occupazione si faranno sentire ancora a lungo. Lo dicono i dati di Unioncamere sulla produzione in Emilia-Romagna nell’ultimo trimestre 2009, presentati questa mattina da Unioncamere, Confindustria e Carisbo. La prevista ripresa del pil per l’anno in corso (+1,3% contro il – 4,4% del 2009) da sola non basterà a riportare l’economia alla situazione pre-crisi. A farne i conti maggiormente saranno i lavoratori, che subiranno gli effetti dei licenziamenti finora evitati grazie alla cassa integrazione.

Se sui dati relativi all’occupazione non ci sono previsioni per il 2010, la fotografia del 2009 è però impietosa: con 39 milioni di ore autorizzate, l’anno scorso la cassaintegrazione ordinaria è aumentata di 13 volte rispetto al 2008.  Sempre nel 2009, per la prima volta in trent’anni il numero di cessazioni di attività in regione ha superato gli avvii: hanno chiuso i battenti 1.431 attività in più rispetto a quelle che sono nate. A confermare la gravità della situazione sono i dati sul calo della produzione, nel 2009 al -14,1% (leggermente peggio della media italiana), il dato peggiore degli ultimi 20 anni.

Le preoccupazioni sull’occupazione vengono proprio dagli imprenditori: per la prima volta dall’inizio della crisi, gli ottimisti superano i pessimisti per quanto riguarda produzione e ordinativi; ma il pessimismo continua a prevalere quando si parla dei livelli di occupazione.

Duplice la risposta della presidente della Confindustria emiliano-romagnola, Anna Maria Artoni, che da un lato chiede un maggiore intervento dello Stato, con una riforma del welfare e degli amortizzatori sociali, dall’altro insiste sull’importanza del rilancio delle esportazioni.

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