Il 25 marzo 1970 è una data che segna un punto di non ritorno nella storia della comunicazione italiana: quel giorno, per la prima volta, il segnale radiofonico di Radio Libera Partinico, l’emittente clandestina ideata dal sociologo e poeta Danilo Dolci, rompe il monopolio di stato sulle trasmissioni via etere. Una voce da Partinico lancia un S.O.S. e un messaggio di denuncia del potere mafioso e clientelare che aveva attinto a piene mani dai soldi destinati alla ricostruzione della valle del Belice, dopo il terremoto del 1968.
Insieme a Franco Alasia e Pino Lombardo, Dolci si chiude nei locali del “Centro studi ed iniziative” della cittadina palermitana, con una radio di notevole potenza, sui 98,5 mhz della modulazione di frequenza e sulla lunghezza d’onda di m 20.10 delle onde corte, per trasmettere clandestinamente notizie e documentari fonici. La radio può essere udita su tutto il territorio italiano e da molte località all’estero, persino dagli Stati Uniti.
Le trasmissioni denunciano le condizioni di degrado in cui versavano le valli del Belice, dello Jato e del Carboi a due anni dal terremoto, per protestare contro il disimpegno dello Stato, gli sprechi di denaro pubblico nella ricostruzione, le infiltrazioni della mafia nella gestione degli aiuti. I programmi della “radio dei poveri Cristi” dureranno solo 27 ore, prima della chiusura dell’emittente da parte delle forze dell’ordine. Quel giorno, però, inizia anche la prima esperienza di radiofonia libera in Italia. Al suo ideatore, al poeta, sociologo e scrittore Danilo Dolci (qui a fianco ritratto insieme a Peppino Impastato), dedichiamo un ricordo a quasi 12 anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 30 dicembre 1997.
Per saperne di più www.fondodanilodolci.it, www.danilodolci.it
Ascolta l’S.O.S. di Danilo Dolci nella prima trasmissione clandestina di Radio Libera Partinico
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