05 dic – Questo pomeriggio primo viaggio sulla tratta dell’Alta Velocità Bologna-Firenze. Il treno freccia rossa è arrivato nel capoluogo emiliano alle 15. Ad attenderlo c’era il sindaco Flavio Delbono, che ha accolto con un abbraccio l’omologo fiorentino Matteo Renzi che è sceso per pochi minuti per poi proseguire con il convoglio.
Ma la giornata inaugurale della TAV è stata occasione per il Comitato di via Carracci di organizzare un presidio e ricordare i problemi legati alla costruzione della linea ad Alta Velocità. Circa trenta persone si sono ritrovate alle 14 in piazza delle medaglie d’oro; sotto l’obelisco il comitato ha presentato i “regali di Natale della Tav”: topi di peluche, tubi rotti e polveri sottili in scatola, un modo per ironizzare sui problemi creati nella via adiacente la stazione dai lavori per la Tav.
“Per far viaggiare il 4,5% della popolazione italiana si stanno spendendo cifre astronomiche”, ha detto Ivan Cicconi dell’Istituto per la Trasparenza degli Appalti e la Compatibilità Ambientale (ITACA). Cicconi ha poi riportato una lettera del 1993 in cui il politico bolognese Luigi Preti, ex-ministro dei Trasporti, scriveva a Beniamino Andreatta che l’opera aveva un ‘costo da capogiro’ ed era una ‘truffa’. E lo stesso Andreatta alla fine del 1993 presentò un ordine del giorno in parlamento, approvato all’unanimità, in cui chiedeva di rivedere l’opera.
“ll debito dell’opera – ha concluso Cicconi – dopo la sanzione inflitta all’Italia dall’UE per non aver rispettato il patto di stabilità, è stato completamente riversato sul debito pubblico e per restituirlo dovremo pagare”.
Altro problema illustrato durante il presidio riguarda la sicurezza. Girolamo Dell’Olio dell’associazione no-Tav toscana Idra, ha segnalato la situazione della galleria del Mugello: “Vorremmo chiedere alle istituzioni – ha spiegato l’ingegnere – come gestiranno gli interventi dei vigili del fuoco in caso di incendio“.
Intanto, il comitato Carracci annuncia che a giorni si saprà la data dell’udienza per la diatriba con Astaldi e Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) sui danni causati dagli sforamenti delle polvere sottili che nel 2008 hanno oltrepassato per ben 172 volte il limite di 50 microgrammi, su un massimo consentito di 35 volte.
Per quanto riguarda i danni strutturali, gli abitanti di via Carracci dovranno aspettare la fine dei lavori nel 2011 quando ci sarà il rapporto dei danni complessivi provocati dai cantieri.

