2 lug. – Avrebbero preannunciato alla Rimini Yacht la data esatta dell’ispezione fiscale che dovevano fare e alla fine avrebbero “ammorbidito”, riducendola di molto, la contestazione di omesse dichiarazioni. In cambio avrebbero ricevuto una somma di 200mila euro fatta transitare sotto forma di consulenze di professionisti. E’ questa l’ipotesi della pm Antonella Scandellari nei confronti dei quattro appartenenti alla Guardia di Finanza coinvolti, insieme ad altre sei persone, nell’inchiesta bolognese sulla Rimini Yacht. Secondo l’accusa sarebbe stato proprio l’ex generale Angelo Cardile, che ieri s’è suicidato durante la perquisizione del suo appartamento, consigliere della società, a ‘concordare’ l’ispezione con uno degli ufficiali indagati. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono corruzione per atti contrari al dovere di ufficio, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio, omessa denuncia di reato da parte di un pubblico ufficiale, emissione di fatture per operazioni inesistenti.
