23 lug. – Avevano garantito che mai li avrebbero presi. Invece nelle casse del Movimento 5 Stelle dell’Emilia-Romagna stanno per arrivare 193.258,87 euro. Questa è la cifra assegnata ai “grillini” come rimborso per le spese elettorali delle regionali dello scorso marzo, in virtù dei 126.701 voti guadagnati alle urne, che sono valsi 2 consiglieri eletti nell’Assemblea legislativa.
E’ tutto nero su bianco, nella tabella allegata alla delibera sui rimborsi elettorali che, su scala nazionale, l’Ufficio di presidenza della Camera dei deputati dovrebbe approvare martedì prossimo.
Nonostante il fatto che, dopo una riunione tecnica del Movimento a Modena, lo scorso 20 aprile, il neo consigliere regionale Giovanni Favia dichiarasse di “aver rinunciato ai rimborsi”, negli atti dell’Up della Camera è depositata con data 5 marzo la richiesta di rimborso, a firma di Giovanni Favia, inoltrata direttamente al presidente di Montecitorio, Gianfranco Fini.
Un vero e proprio “giallo” che vedrebbe l’allora candidato alla presidenza dell’Emilia-Romagna Favia chiedere “l’erogazione del rimborso – come recitano alcuni documenti dell’Up di Montecitorio nella disponibilità dell’Agenzia “Dire” – con tanto di relativo calcolo del contributo previsto. E poi lo stesso Favia, stavolta come consigliere regionale, affermare di rinunciare agli stessi rimborsi.
Quasi istantanea la replica di Favia: “Un semplice incidente, un grave errore materiale della Camera” dei deputati. Il consigliere regionale addossa a un passo falso degli uffici di Montecitorio il “giallo” dei rimborsi elettorali. “E’ tutto risolto – ha continuato Favia – noi quei soldi non li vogliamo e non ci saranno dati. Ho appena chiamato la segreteria della presidenza della Camera e mi hanno assicurato che martedì dalla deliberazione dell’Ufficio di presidenza sarà stralciata la parte relativa ai rimborsi per il Movimento
dell’Emilia-Romagna”. Infine, conclude il “grillino”, “ho inviato solo una mail all’Up, per evitare che
quei soldi finissero nel calderone e se li spartissero gli altri partiti”.

