22 feb. – Dopo il corteo degli studenti medi del 15 febbraio nel centro di Bologna, la Digos ha denunciato venti persone, fra cui un minorenne. Gli altri sono quasi tutti studenti universitari di varie provenienze, di età comprese entro i 29 anni e “sono tutti noti alla Digos“, ha detto questa mattina il dirigente Salvatore Calabrese, spiegando che fra di loro c’è chi è stato denunciato anche per 67 episodi diversi negli ultimi quattro anni. “Cambiano le comparse, ma gli attori sono sempre gli stessi”, ha commentato il dirigente.
In base agli accertamenti fatti finora, i reati contestati sono “Violenza privata, manifestazione non preavvisata, imbrattamento di cose altrui, getto pericoloso di cose, porto abusivo di armi improprie, accensioni ed esplosioni pericolose, oltraggio a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato, uso di mezzi atti a rendere difficoltoso il riconoscimento”.
I lanci di petardi e torce illuminanti hanno portato a denunciare per il getto pericoloso di cose e accensioni ed esplosioni pericolose. Alla base della denuncia per getto pericoloso di cose e oltraggio a pubblico ufficiale, invece, ci sono i lanci di uova che hanno colpito soprattutto gli agenti schierati davanti alla sede elettorale di Fratelli d’Italia.
Secondo la Digos, nell’episodio che è avvenuto quando il corteo passava in via S. Stefano (seguito dallo “sfogo” del caposquadra davanti alle telecamere), il “la” è stato dato al megafono da un manifestante che gridava, rivolto ai poliziotti: “Merde siete e merde resterete”.
La violenza privata sarebbe invece contestabile per lo “strattonamento” nei confronti del proprietario del locale di Torre Alberici affittato al comitato elettorale di Futuro e Libertà, il cui portone è stato coperto da una scritta fatta con vernice spray.
La polizia sta continuando a guardare foto e filmati della manifestazione per identificare presunti autori di reato travisati e non esclude che in alcuni casi si possa ipotizzare il concorso.

