30 lug. – Secondo il deputato di Futuro e Libertà Enzo Raisi, Paolo Bolognesi sarebbe abusivamente alla guida dell’associazione famigliari delle vittime della strage alla stazione di Bologna. L’onorevole ex missino, che invita ad indagare sulla cosiddetta pista palestinese e a far luce sulla figura si Muro Di Vittorio, una delle vittime che avrebbe avuto legami con l’Autonomia Operaia romana, lancia il suo strale citando l’articolo 7 dello statuto dell’associazione, quello che disciplina l’iscrizione all’associazione. Per quanto riguarda i feriti possono essere associati gli stessi oppure i genitori se minorenni. E il ragionamento di Raisi è questo: “Nella strage rimase ferito il figlio di Bolognesi ma è maggiorenne da un pezzo ecco perché si è inventato la suocera, che rimase ferita nella strage ma poi morì tre anni dopo per tutt’altri motivi”.
“Non conosce la mia vicenda personale” risponde Bolognesi che ricorda come sua suocera, Vincenzina Sala, morì quel 2 agosto e che fu molto difficile il riconoscimento del corpo a causa delle ferite. Trentadue anni fa, ad attendere il rientro di Bolognesi e sua moglie dalla Svizzera, in stazione c’erano insieme alla suocera lo suocero, la madre e il figlio. Tutti riportarono ferite molto gravi con invalidità tra l’80 e il 100%.
Questa sera verrà proiettato in piazza Maggiore, alle 21.45, il film “Un solo errore” di Matteo Pasi al centro la scorsa settimana di molte polemiche dovute ad alcune interviste realizzate dagli autori con Licio Gelli e Giusva Fioravanti. Questa mattina Pasi ha fatto ascoltare ai giornalisti i passaggi più controversi delle interviste a Fioravanti che nel documentario sono state riportate attraverso una lettura teatrale delle trascrizioni. L’ex terrorista dei Nar aveva detto nei giorni scorsi che l’intervista era stata registrata senza il suo consenso.
Ascolta l’audio dell’intervista a Fioravanti fioravanti

