2 agosto, Procura di Bologna scoprirà ogni “lembo di verità”

28 lug. – E’ l’assicurazione del procuratore capo Roberto Alfonso alla vigilia del trentennale della bomba alla stazione. Ma le indagini andranno avanti in silenzio, lontano dal “tritacarne mediatico delle polemiche”. “Abbiamo i riflettori accesi su tutto quello che c’è in giro e che è suscettibile di ulteriori sviluppi – ha spiegato Alfonso –  vogliamo tranquillizzare i familiari delle vittime che questa procura ha intenzione di proseguire le indagini e lo farà sino in fondo”. La procura ha riaperto nel 2005 un’inchiesta sulla base della documentazione che il parlamentare Enzo Raisi portò ai magistrati dalla commissione Mitrokhin.

Le indagini coordinate dal pm Enrico Cieri si sono concentrate sul terrorista internazionale Carlos (detenuto in Francia) e Tomas Kram del gruppo terrorista tedesco Revolutionaere Zellen che fu a Bologna in un hotel del centro nella notte tra l’1 e il 2 agosto. Gli inquirenti hanno lavorato su una vasta mole di materiali provenienti dagli archivi della ex Stasi e dei servizi segreti di altri paesi dell’est come l’Ungheria, hanno interrogato Carlos in carcere e stanno attendendo l’esito dei risultati sugli esplosivi (hanno comparato quello utilizzato a Bologna con quello utilizzato dal gruppo Carlos negli attentati compiuti in vari punti d’Europa in quel periodo). Kram invece si è avvalso della facoltà di non rispondere. Dalla nuova inchiesta finora non sarebbero emersi elementi interessanti che suffraghino la cosiddetta pista internazionale.

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