2 ago. – Anche sul ricordo della strage il Pdl bolognese di spacca. Il bastiancontrario Lorenzo Tomassini annuncia la sua intenzione di scrivere una lettera a Berlusconi per “ricordargli l’impegno di rimuovere il segreto di Stato”, come ribadito dal presidente dei familiari delle vittime. Il consigliere, che comunque non apprezza gli attacchi al governo, ha detto che Bolognesi “ha le sue ragioni”. Poco diplomatico invece coordinatore cittadino Fabio Garagnani che arriva a sostenere che le parole di Bolognesi “sono un’offesa per le vittime del 2 agosto”.
Il Pd, al contrario, non fa mancare il suo appoggio al sindaco Merola contro l’assenza del Governo alla commemorazione: “Se un governo non è in grado di condividere il dolore di tanti cittadini” ha detto l’eurodeputato David Sassoli “è un governo giunto al capolinea”.
Non mancano le polemiche anche a livello nazionale: il sottosegretario Carlo Giovanardi contesta alla richiesta, di cancellare il segreto di Stato. “Sulla strage di Bologna nessun Presidente del Consiglio ha mai opposto il Segreto di Stato”, ha spiegato Giovanardi attaccando: “Evidentemente, nella continuazione della peggiore tradizione stalinista, pur di aggredire gli avversari politici, a Bologna si ripetono ogni anno vergognose menzogne”.
Di ben altro segno invece il discorso del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris che ha aperto i lavori del Consiglio Comunale ricordando il 2 Agosto 1980: “Una strage su cui grava il peso di una verità mai raggiunta, su cui si addensa l’ombra del depistaggio anche istituzionale”. Dello stesso tenore l’intervento del sindaco di Milano Giuliano Pisapia secondo cui “Devono essere finalmente svelati i volti, i nomi e i cognomi di chi ha pensato e organizzato quella drammatica e golpista strategia della tensione”.
Se per il Pdl di Roma il comizio di Paolo Bolognesi, che ha attaccato anche Gianni Alemanno, è inaccettabile e “non fa un bel servizio alla ricerca di quella verità e giustizia che ancora manca alla strage di Bologna”, per il Pd della capitale le parole del presidente dei familiari delle vittime sono condivisibili perché “tanti estremisti di destra sono stati sistemati al vertice di numerose aziende del Comune”.

