19 apr. – Tra il 1995 e il 2008 la Procura di Bologna ha avviato 50 procedimenti penali (9 l’anno scorso) a carico di 79 persone (12 nel 2008) per violazioni alla legge 194, quella che norma l’interruzione volontaria di gravidanza. Lo scrive il ministro della Giustizia Angelino Alfano nella relazione sull’attuazione della legge, presentata lo scorso 26 marzo alla Presidenza del Senato e pubblicata sul sito di Palazzo Madama.
Il monitoraggio riguarda le Procure italiane sedi di Corte d’Appello, che, nel complesso, hanno avviato 1.038 inchieste contro 2.033 persone per violazioni della 194. Sono quattro le tipologie di violazione: il 32,6% dei reati contestati nel 2008 è rappresentato da 57 casi di aborto clandestino; il 28,2% riguarda l’aborto senza il consenso della donna o provocato da lesioni; il 39,9% sono aborti provocati per colpa, ad esempio a seguito di un incidente stradale; l’1,3% concerne la diffusione di notizie che possono contribuire all’individuazione della donna.
La relazione evidenzia «la marcata incidenza degli stranieri», che, a fronte di una rilevanza del 6,5% sui
residenti italiani, pesano per il 34,5% sul totale degli indagati. Un dato che non stupisce, visto che, al di fuori del fatto penale, le donne straniere fanno ricorso all’IVG quattro volte più delle donne italiane, come evidenziava la relazione del ministro della Salute Livia Turco (dati 2005-2006).
89 dei 173 procedimenti aperti nel 2008 per violazioni alle norme sull’IVG interessano le Procure del Nord. Tra i distretti di Corte d’Appello, Bologna è al quarto posto con 9 inchieste, superata da Venezia (15), Brescia (20) e Milano (23). Per quanto riguarda le persone iscritte nel registro degli indagati, nel 2008 a Bologna sono state 12 (31a Milano, 25 a Brescia, 20 a Venezia e 18 a Genova). Il 68% delle inchieste (non esistono dati scorporati) viene archiviato.
In generale, per il ministero il rapporto ridotto tra persone coinvolte e procedimenti aperti fa ritenere che
«non vi sia una qualche tendenza ad eseguire gli aborti clandestini in modo organizzato».
Molti aborti indotti contro la volonta delle donne, secondo i procuratori, si collocano nel contesto dello sfruttamento della prostituzione.
Fuori dal contesto penale, nel 2008 a Bologna sono state 84 le minorenni che si sono rivolte all’autorità giudiziaria (come previsto dalla legge 194) per interrompere la gravidanza; la metà erano diciassettenni. Le 622 richieste in 11anni collocano Bologna al quarto posto in Italia.
In generale in Italia la maggior parte delle ragazze minorenni che hanno chiesto l’IGV ha dichiarato di non sentirsi pronta per affrontare la maternità (la motivazione deve essere esplicitata per legge). Seguono ragioni di studio e difficoltà economiche.

