Era una domenica il 18 aprile 1948. Gli italiani, dopo 24 anni, erano chiamati alle urne per eleggere i propri rappresentanti in Parlamento. Erano le prime elezioni politiche dopo la nascita della Repubblica, le prime a cui votarono anche le donne.
In una campagna elettorale tesa e molto combattuta si scontrarono la Democrazia Cristiana di De Gasperi e il Fronte democratico popolare, l’alleanza di comunisti e socialisti guidati da Togliatti e Nenni. Le sinistre, uscite a testa alta dalla Guerra di Liberazione e dalla Costituente, erano convinte di vincere e il risultato sfavorevole fu un duro colpo. La Dc prese oltre 12 milioni di voti, il Fronte 8, e i socialisti di Lombardo, che avevano rotto il partito in polemica con l’alleanza coi comunisti, quasi 2 milioni.
Quella tornata elettorale segnò per decenni la vita politica e sociale italiana. La “netta prevalenza (quasi la maggioranza assoluta, ndr) delle forze moderate e la contrapposizione così netta portò allo sbriciolamento delle altre forze di sinistra, liberali e democratiche” dice Luca Alessandrini, direttore dell’Istituto storico Ferruccio Parri. Inoltre, quel 18 aprile, segnò anche territorialmente gli equilibri politici: le sinistre forti al centro e nelle grandi aree urbane, i moderati nel resto del Paese, soprattutto al sud e nel nord est.
Giorgio Vicchi, ex partigiano comunista bolognese e per decenni militante e dirigente del Partito Comunista italiano, nel 1948 aveva 23 anni. E ricorda bene sia la campagna elettorale, effervescente e intensa, sia la cocente sconfitta e il rammarico per non aver capito l’Italia.
Virginiangelo Marabini, ex deputato della Democrazia Cristiana, si avvicinò alla politica proprio durante la campagna elettorale del 1948. Ricorda il discorso di Pio XII, l’invito ad andare a votare “contro il comunismo”, l’attività febbrile e capillare delle parrocchie. Ricorda la difficoltà di essere democristiano a Imola, terra rossa da sempre.
Alessandrini, Vicchi e Marabini sono state le nostre guide nel viaggio nelle elezioni di 66 anni fa, quando tutto ebbe inizio.



