13 feb. – “Ero andato dal maestro di chitarra per imparare le canzoni dei Nirvana, ma lui mi ha messo su un album di Thelonius Monk. A quindici anni e mezzo ho scoperto il jazz che ha formato il mio modo di suonare la chitarra”. Ma nel curriculum di Matteo Fiorino, in arte semplicemente Fiorino, c’è anche una cover band elettrica di bossa nova, navigazioni come cuoco su yacht di piccola stazza, un ep e un album, Il masochismo provoca dipendenza, che il musicista spezzino ha presentato dal vivo a Maps una decina di giorni fa. L’album, di cui si è occupata anche Area51 qualche tempo fa, ha dalla sua la forza dei testi, ironici e giocosi, che probabilmente derivano da una passione per i giochi di parole: “Scrivevo filastrocche e andavo a declamarle in giro”. Ma la svolta è stata un’esperienza sentimentale forte, che ha dato la spinta a Matteo per iniziare il suo percorso cantautorale.
“Nella vita tendiamo a ripetere sempre gli stessi errori, in maniera diversa: nel reiterare questi errori si diventa bravissimi a sbagliare“: ecco spiegato il titolo dell’album da cui il nostro ospite ha suonato tre brani in versione chitarra e voce, anche se uno, “L’esca per le acciughe”, arriva dal primo ep, anzi, ne è la title-track.



