Bologna, 3 apr. – Almeno per qualche anno, non è ipotizzabile che il Comune di Bologna introduca meccanismi premianti per incentivare la raccolta differenziata dei rifiuti. Lo ha messo in chiaro l’assessore all’Ambiente di Palazzo D’Accursio, Patrizia Gabellini, rispondendo ieri in commissione alle sollecitazioni provenienti da diversi consiglieri. Sul tema “ci abbiamo lavorato, è una necessità che riconosciamo a pieno. Vogliamo andare verso una forma di premialità perché sarebbe una soluzione ottimale“, afferma Gabellini.
Ma c’è uno scoglio non indifferente, avverte l’assessore: manco a dirlo, si tratta di un problema di natura economica. La premialità si lega ai sistemi di raccolta “e noi ne abbiamo diversi, che non ci consentono di rendere simmetrico il meccanismo premiale”, spiega Gabellini. Bisognerebbe uniformare la raccolta “e l’ideale sarebbe generalizzare il porta a porta”, aggiunge l”assessore, “ma questo per alcuni anni è al di fuori della nostra portata“: l’amministrazione ha chiesto anche un preventivo di quanto verrebbe a costare un’operazione del genere, ma si tratta di un investimento che “in questo momento non siamo in grado di sostenere”.
Un’alternativa sarebbe quella di dotare tutti i cassonetti di calotte, sistemi di conteggio dei rifiuti conferiti e transponder: anche su questo fronte sono stati fatti “approfondimenti specifici”, riferisce l”assessore, ma il costo sarebbe “notevole” e “neanche questa- mette le mani avanti Gabellini- è una soluzione che ora ci possiamo permettere”. Giannini, a questo proposito, invita a tener presente il già annunciato aumento della Tari, “legato ai costi di un servizio che si trasforma”. Anzi, gia” per “contenere” questo incremento, aggiunge l”assessore, “abbiamo dovuto rinunciare ad alcuni servizi che ritenevamo fondamentali per implementare la differenziata”.
Per il momento, dunque, bisogna accontentarsi della leva sanzionatoria. Nel 2013, spiega Roberta Mazzetti, responsabile Gestione ciclo rifiuti urbani di Palazzo D’Accursio, le Guardie ecologiche volontarie (Gev) hanno emesso multe per 30.000 euro a fronte di un servizio di 200 ore mensili.

