La giudice non sapeva delle condanne

19 feb. – La giudice bolognese che non ha convalidato l’espulsione di Alexandru Loyos Isztoika, indagato per il recente stupro della ragazza di 14 anni a Roma, non sapeva che l’uomo avesse a suo carico due condanne. La giudice civile Mariangela Gentile si è trovata a valutare il provvedimento di allontanamento emesso dal prefetto di Roma il 2 maggio; ma in quel documento «non si fa cenno a condanne», spiega Francesco Scutellari, presidente del Tribunale di Bologna, e vi «sono riportati solo alcuni precedenti per rapina e lesioni, ricettazione, furto». A difesa dell’operato di Gentile, Scutellari sottolinea che il giudice è tenuto a decidere «esclusivamente sulla base del decreto del prefetto».

Nonostante Isztoika dovesse scontare due condanne per fatti commessi in Italia e nonostante sia romeno (quindi cittadino di un paese dell’Unione europea), in base al decreto emanato dal governo Prodi dopo l’omicidio di Francesca Reggiani a Roma (autunno 2007) è stato espulso dal prefetto della capitale per motivi di ordine pubblico. «Gentile non ha ritenuto che dal decreto del prefetto emergessero i requisiti di pericolosità e minaccia per la civile convivenza previsti dalla legge per l’allontanamento», esplicita il presidente del Tribunale di Bologna e conclude: «Quanto agli arresti e denunce riportate, non li ha giudicati fatti circostanziati e idonei a dare atto a un allontanamento». Scutellari difende il provvedimento di Gentile come «esauriente e adeguato, oltre che in linea con la giurisprudenza». «Anche se ci fossero state sentenze di condanna, il giudice era libero di decidere. La stessa legge mette in guardia sul fatto che anche l’esistenza di condanne non è motivo sufficiente per convalidare l’ordine di allontanamento del prefetto», aggiunge il presidente del Tribunale di Bologna rimarcando la «piena discrezionalità» del giudice.

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