11 nov. – “Una condanna eccessivamente mite“. E’ il commento dell’avvocato Antonio Bove che ha assistito i famigliari di Christina Ionela Tepuru, la ragazza 22enne di origini romene uccisa la sera del 15 novembre 2009, mentre si prostituiva, da Francesco Stagnitto. Il Gup Marinella De Simone ha condannato l’assistente sociosanitario 25enne, di origini siciliane ma residente a Pianoro, a 10 anni e 8 mesi per omicidio e 4 mesi per il porto di coltello.
Il processo si è svolto con rito abbreviato che prevede una riduzione della pena di un terzo: per questo il pm Giuseppe Di Giorgio aveva chiesto 16 anni e mezzo, partendo da una pena base di 24. Il giudice ha deciso invece per i complessivi 11 anni tenendo conto delle attenuanti generiche prevalenti, visto che l’imputato era incensurato e che si è trattato di un “dolo d’impeto”. Il pm, al contrario, aveva chiesto il riconoscimento delle aggravanti per i futili motivi e per condizioni di debolezza della vittima.

