15 set. – Circa 600 stranieri lo scorso anno hanno perso il permesso di soggiorno a causa della legge Bossi-Fini e quest’anno il numero raddoppierà. Lo ha detto il Presidente del Consiglio dei cittadini stranieri della Provincia di Bologna, Bouchaib Khaline, nella commissione odierna a Palazzo Malvezzi.
La causa più forte è dovuta ai requisiti economici. La legge, infatti, prevede un tetto di reddito di 439 euro mensili, una cifra difficile da ottenere a causa del ritardo nei pagamenti della cassa integrazione in deroga e del sistema di agenzie interinali e appalti, che penalizzano in modo particolare i lavoratori migranti.
Ci sono poi altri provvedimenti che causano il fenomeno, come l’allungamento dell’attesa minima per il ricongiungimento familiare, passato da 3 a 6 mesi, e la riduzione della durata del permesso, ora ridotto a 6 mesi.
Un permesso sempre più caro per chi lo richiede, il costo può arrivare anche a 1500 euro per una famiglia di 5 persone, e sempre più “lento”: a volte, le richieste restano in Questura anche 8 mesi e i permessi vengono consegnati già scaduti.
“In questo modo l’immigrato finisce per sentirsi vittima dello Stato – ha dichiarato Khaline -, se l’unica preoccupazione è il rinnovo del permesso di soggiorno: come si fa a pensare anche all’integrazione?”.

