11 gen. – Una sentenza della Corte dei Conti restituisce a Palazzo d’Accursio i tributi che Gestline non aveva riscosso fra il 1991 e il 1994. Deve pagarli Intesa San Paolo, in cui sono confluite le banche proprietarie del concessionario.
La magistratura contabile dell’Emilia-Romagna ha condannato il gruppo bancario a risarcire al Comune di Bologna il danno erariale causato da un servizio di riscossione coattiva dei tributi svolto «con modalità distorte, inefficienti ed elusive degli obblighi assunti». Dimezzando le richieste della Procura, è stato quantificato in 4 milioni di euro, cui se ne aggiungono circa 2 di rivalutazione e 4 di interessi.
Intesa San Paolo ha raccolto questa eredità perché in essa sono confluite negli anni la Cassa di risparmio, titolare originaria della riscossione, Cardine banca e San Paolo Imi, ultimo proprietario di Gestline prima che passasse al Tesoro.
Il concessionario non ha mai riscosso 1.677.00 euro di Tarsu e 2.368.895 euro di multe, ma per queste somme ha chiesto e ottenuto il rimborso dal Comune, a cui faceva credere con verbali falsi che i contribuenti fossero irreperibili o nullatenenti.

