“Il Civis è meno impattante dei bus”

28 lug. – “I problemi di Civis legati alla stabilità delle torri sono inferiori rispetto allo stato attuale. I sistemi di ammortizzazione, il nuovo basolato e il piano stradale nuovo sono indiscutibilmente una miglioria”.
L’opinione di Alessandro Capra, docente di ingegneria all’università di Modena, è netta. I rilievi e le misurazioni sulle Due torri sono costanti e durano da decenni, ha spiegato ai nostri microfoni. Il problema della subsidenza è rilevante soltanto quando si tratta di sprofondamento non omogeneo, ma i dati raccolti finora non hanno portato a suggerire preoccupazione né necessità di interventi urgenti. Capra spiega che il traffico veicolare è indubbiamente un danno per il centro storico e per le torri, anche dal punto di vista della stabilità, ma che le evidenze scientifiche dei monitoraggi non danno luogo a ipotesi di crolli. “Dal punto di vista dell’impatto e delle vibrazioni” – continua Capra – “il Civis non creerà danni maggiori rispetto a quelli che tutti i mezzi pesanti che passano adesso stanno creando”. Quindi, o per evitare ogni danno si chiude al traffico l’area, oppure si conviene che il Civis apporterà dei miglioramenti. Stessa opinione quella dell’ingegnere dei trasporti Marco De Mitri: “Come sistema il Civis è meno impattante, perché in grado di produrre meno vibrazioni. La struttura dei veicoli, la velocità della marcia e le frenature più morbide” creeranno scossoni inferiori al terreno e minore riverbero sulle costruzioni.

Prosegue intanto l’offensiva di quanti restano convinti della pericolosità del Civis. Le ultime sono quelle dell’associazione Italia Nostra e del ministro Bondi, che secondo quanto ha reso noto il parlamentare bolognese del Pdl, Sergio Garagnani, chiederà una verifica precisa sulle possibili conseguenze che il Civis potrebbe causare al centro di Bologna.

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