11 mar. – Giorgio Guazzaloca e Carlo Monaco accusano di «razzismo all’incontrario» la giunta Cofferati per aver concesso «un finanziamento statale a fondo perduto agli extracomunitari ex Villa Salus ed ex Piratino» per le prime spese di affitto o acquisto della prima casa e di oggetti d’arredo. Attaccano una delibera del 10 febbraio 2009 con cui l’amministrazione comunale concede un contributo fino a 5.000 euro per l’affitto e fino a 10.000 per l’acquisto della casa, per «favorire l’accesso all’alloggio da parte di cittadini stranieri non comunitari».
In tutto 232.000 euro per 18 mesi. «E’ qualcosa di molto grave, che va contro l’articolo 3 della Costituzione», ha detto il candidato sindaco Guazzaloca, parlando di «Caporetto della solidarietà a Bologna», che invece «deve essere senza confini», mentre quella dell’amministrazione Cofferati sarebbe stata una «selezione basata sulla provenienza, una discriminazione che non rientra nella storia della nostra città».
«Abbiamo aderito a un progetto nazionale a sostegno del diritto all’abitare per gli stranieri, privilegiando le famiglie già seguite in un percorso di prima accoglienza», spiega Adriana Scaramuzzino, già vicesindaco e assessore alle Politiche sociali:
«Con quei soldi abbiamo sanato ambienti disumani e fonte di insicurezza, dopo aver ereditato da Guazzaloca una situazione fuori controllo», ribadisce Giuseppe Paruolo, che ha ereditato le deleghe di Scaramuzzino. Le risorse ministeriali «sono state date solo a chi ne aveva diritto», ha concluso Paruolo.

