«La colpa per Vannini non me la prendo»

13 mag. – «Io la colpa per Vannini non me la prendo». Sarebbe questa la posizione dell’ex agente dei servizi segreti Filippo Mineo, sentito di nuovo oggi in Procura. L’uomo è indagato insieme ai guazzalochiani Alberto Vannini e Marco Zanzi per la divulgazione della visura sulla condanna penale ricevuta da Alfredo Cazzola, oggi candidato sindaco, ottenuta violando la privacy. Mineo, accompagnato dall’avvocato Gennaro Lupo, oggi si sarebbe riservato azioni legali per calunnia nei confronti di chi gli ha attribuito azioni che non avrebbe commesso.

Una settimana fa, quando si è presentato spontaneamente in Procura, l’ex agente ha detto di aver ricevuto mandato dagli altri due indagati per trovare quel documento. La visura è stata poi resa pubblica da Serafino D’Onofrio e Valerio Monteventi, consigliere e candidato sindaco di Bologna Città Libera. D’Onofrio ha detto al magistrato di averla ricevuta in forma anonima. «Vannini fa capire che sarei stato io a consegnare quel documento a D’Onofrio, ma questo D’Onofrio non l’ho mai neppure visto», aveva detto nei giorni scorsi Mineo alla stampa. «Che ne so dove D’Onofrio ha la stanza?», ha ribadito oggi in Procura. E ha aggiunto che Vannini gli avrebbe chiesto di prendersi tutta la colpa in cambio della sua gratitudine. l’avvocato di Mineo, Lupo, spiega che oltre a questo, ci fu anche un ulteriore tentativo in extremis, da parte di Vannini, di convincere Mineo a non coinvolgerlo. Mezz’ora prima che Mineo varcasse la soglia del palazzo di piazza Trento Trieste, il 5 maggio, Vannini gli avrebbe telefonato ripetendo ancora una volta la richiesta di tenerlo fuori. Poi avrebbe aggiunto: “Io ho gia’ pronta la mia versione, ti smentiro'”.

Pronta la replica dell’avvocato Bordoni, che assiste Vannini. “Vannini non nega queste telefonate tra lui e Mineo. Ma le cose stanno molto diversamente”. A Mineo, riferisce Bordoni, Vannini disse: “Tu mi hai sempre detto che era un cosa legale, se ora ti senti un peso sulla coscienza vai a dirlo, ma non tirare in mezzo
persone che non c’entrano nulla e non hanno responsabilita'”

A questo punto la Procura potrebbe convocare di nuovo anche Vannini e non si esclude l’iscrizione nel registro degli indagati di Serafino D’Onofrio e di Valerio Monteventi, in quanto divulgatori di un documento (la visura) ottenuto in modo illegale.

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