9 dic. – «Caro sindaco, ci sposa?». Maurizio Cecconi, attivista gay, e il suo compagno Tomas Kutinjač chiedono a Flavio Delbono di celebrare la loro unione, «per quanto simbolica», come farà il sindaco Sergio Chiamparino, che a Torino unirà simbolicamente due donne. Sarebbe un messaggio «di grande importanza – spiegano – per le persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e trans): “Non siete cittadini e cittadine di serie b e avete diritto all’uguaglianza“».
Delbono non sembra affatto intenzionato a unire una coppia gay finché non ci sarà una legge nazionale che lo consenta. «Mi auguro che il Parlamento della Repubblica decida di approvare una buona legge che elimini la distinzione tra l’Italia e l’Europa – ha dichiarato il sindaco -. Purtroppo manca ancora una legge nazionale che, come succede in altri grandi paesi, garantisca i diritti e la parità alle coppie gay e lesbiche». Cecconi non si stupisce di questa reazione: «Io e il mio compagno non abbiamo mai pensato che fosse sufficiente scrivere un paio di lettere», scrive in una nota; si dice deluso, ma si augura che Delbono li incontri, come ha fatto Chiamparino con Antonella e Debora, le donne che il sindaco di Torino ha poi deciso di unire in un matrimonio simbolico.
Alla lettera aperta dei due conviventi si aggiunge anche quella dei genitori di Cecconi, che si appellano alla «sensibilità» di Delbono verso le persone omosessuali e ricordano la sua presenza al sit-in contro le violenze omofobiche lo scorso 4 settembre in piazza Nettuno.
Picture in thumbnail by Mario Carlini/Iguana Press

