11 gen. – Chi sono, da dove vengono e quanto guadagnano. Sono alcune delle domande che i Carabinieri del comando provinciale di Bologna hanno posto in questi mesi alle donne che si prostituiscono in città. I dati raccolti dai militari saranno poi girati all’Agenzia delle Entrate per le verifiche fiscali. La notizia ha fatto infuriare il Comitato per i diritti civili delle prostitute che per bocca della fondatrice, Maria Pia Covre dice: “Si tratta di un abuso. Una schedatura, una violazione della legge Merlin”. pia-covre
Nessuna violazione, dicono i Carabinieri, convinti di “fare un’attività soprattutto a tutela delle donne che sono sulla strada”.
Secondo le associazioni, però, i militari non rispetterebbero l’articolo 7 della legge Merlin: “Le autorità di pubblica sicurezza, sanitarie e qualsiasi altra autorità amministrativa non possono procedere ad alcuna forma diretta o indiretta di registrazione, neanche mediante rilascio di tessere sanitarie, di donne che esercitano o siano sospettate di esercitare la prostituzione, né obbligarle a presentarsi periodicamente nei loro uffici”.
Sono 248 le prostitute censite dai militari, di età media intorno ai 26 anni, per la stragrande maggioranza di origine romena. Secondo i dati raccolti dai Carabinieri guadagnano tra i 300 e 500 euro al giorno.

