19 ott. – Famiglie Arcobaleno e Agedo presentano la loro candidatura alla Consulta per la famiglia del Comune e si scatena il dibattito.
Secondo l’assessore Amelia Frascaroli la Consulta “serve da antenna al Consiglio comunale: più largo è il contenitore, meglio è”. Anche Pasquale Caviano, presidente pro tempore della consulta in quanto presidente della 5a commissione, si è già detto favorevole.
Le associazioni che già fanno parte dell’organo consultivo, in gran parte cattoliche, però non sembrano altrettanto aperte alla novità. La presidente di Agedo, Flavia Madaschi racconta che alla riunione di ieri sera hanno già ricevuto un foglio che respingeva la loro richiesta di ammissione.
Un foglio che però non è vincolante, fanno sapere dal Comune, perché la decisione dev’essere presa dalla commissione consiliare sulle politiche sociali, in cui la Consulta attuale potrà dare solo un parere.
Le opposizioni intanto si eleggono interpreti della corretta interpretazione di famiglia: “Frascaroli vuole legittimare la famiglia omosessuale” si allarma Marco Lisei del Pdl, “Bisogna partire dall’art. 29 della Costituzione” dice la cattolica Silvia Noè, mentre per il leghista Manes Bernardini “L’apertura al mondo omosessuale può riguardare forse altri ambiti, ma non certo questo”.
Si discute di cosa è famiglia o cosa non lo è, richiamandosi allo Statuto, alla Costituzione o all’atto di indirizzo del Comune che dal ’99 considera anche le famiglie su base affettiva. Ma statuti e definizioni come sono stati scritti posso essere cambiati, come ci ricorda Madaschi. madeschi-agedo

