Casa a Bologna. Il mercato dimezzato



13 lug. – Il mercato immobiliare arranca ancora. Dopo un 2011 che a Bologna aveva registrato un timido aumento, il primo trimestre del 2012 mostra, nel nuovo rapporto Nomisma, un forte ridimensionamento, 901 scambi, -18,4% di compravendite in meno rispetto al primo trimestre dello scorso anno, la metà rispetto al picco registrato alla fine del 2004  di 1845 scambi. Le previsioni non sono rosee: in Italia il mercato immobiliare potrebbe scendere nel 2012 di un  -5% nelle migliori aspettative, oppure del -10% nelle peggiori.

Tra le cause pesa molto la difficoltà di accesso ai mutui e la tenuta dei prezzi, che calano ma solo di poco (a Bologna -5%). Il rischio è di un aumento dell’invenduto che sotto le Due Torri sfiora i 13mila appartamenti.
La soluzione non va cercata delle grandi opere. Secondo il presidente di Nomisma, Pietro Modiano, per alleviare la sofferenza che sta vivendo il settore immobiliare italiano bisogna puntare su gli incentivi alle ristrutturazioni.  “Quello che salva l’Italia è la ricchezza privata. Oltre ad aumentare le tasse, direi, addirittura, invece di aumentare le tasse, si dovrebbero incentivare le famiglie proprietarie di immobili a migliorare le proprie abitazioni” ha detto Modiano, sottolineando che, a differenza delle grandi opere, questi piccoli interventi si concretizzerebbero in tempi più brevi dando subito un impulso all’artigianato e alla piccola-media impresa.

Anche sulle soluzioni globali Nomisma pone qualche dubbio sulle ricette finora utilizzate per combattere la crisi. Nella presentazione del quadro macroeconomico compare un grafico dal titolo emblematico: “Austerità causa recessione (nelle economie depresse)”.


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